Ferrari e Haas: storia di una partnership nata nel modo giusto

Si è detto e scritto moltissimo ormai su questa collaborazione che ha dato vita ad un nuovo modo di affronare quella che è, per una neonata Scuderia, la difficile avventura rappresentata dall’ingresso nel Circus.

Tralasciando il fatto che Gene Haas e soci non sono certo a digiuno di motorsport, vista la loro storica partecipazione al campionato americano Nascar, partecipare al Mondiale di F1 è una sfida totalmente nuova, sia dal punto di vista tecnico che logistico: sondati diversi top team (tutti Costruttori), è stata infine scelta la Ferrari grazie alla ricca offerta pervenuta da Maranello.

I dettagli della collaborazione non sono mai stati diffusi ufficialmente, ma i rumors parlavano di fornitura di PU e cambio, che dall’Emilia sarebbero volati a Banbury, nella sede ex Marussia, dove Haas aveva deciso di stabilire la propria sede europea, lasciando il management a Kannapolis, ove già trova spazio il team Nascar.

Approfondendo però la questione, a Maggio 2015 scrivevo:

“passiamo alla polemica sollevata da alcuni team nei confronti della Ferrari, accusata di lavorare allo sviluppo della SF15-T su due fronti distinti e paralleli: il primo, quello consueto, con base a Maranello ed operante direttamente sulla rossa; un secondo, e qui si basa la polemica, rappresentato dalla fornitura del manichino della monoposto alla struttura di Haas, in modo da aiutare il nuovo team a preparare la vettura per l’esordio della prossima stagione.

L’accusa rivolta alla GeS è sottile ma ben mirata: si pensa che la Ferrari possa far effettuare al Team Haas alcuni test in parallelo a quelli di Maranello, in modo da lavorare su due fronti senza dover dividere risorse all’interno dello stesso team e poter poi usufruire di due distinti canali di sviluppo, da cui prendere il meglio e portarlo sulla SF15-T.”

A stretto giro, seguirono ispezioni della FIA alla galleria del vento di Maranello, senza che però emergessero irregolarità, pertanto l’interesse intorno alla vicenda andò via via a diminurire.

Giunti però al GP d’Italia, nel mese di Settembre 2015, pareva esplodere il caso Ferrari-Haas, con molti media che lo presentarono come scoop dell’anno, quando in realtà, mesi prima erano emerse indiscrezioni che meritavano approfondimento.

A tal proposito, di ritorno dalla trasferta di Monza, messe da parte le polemiche sulle pressioni degli pneumatici delle Mercedes, che faceva il paio con le esplosioni delle gomme Pirelli di Rosberg e Vettel, scrivevo:

Come anticipato già a maggio, durante le libere del Gran Premio di Montecarlo, ma la bomba mediatica è scoppiata solo ora, quando i media hanno colto la palla al balzo con il montare della protesta contro l’accordo tra Ferrari e il neonato Team Haas F1 per la prossima stagione.

(…) Power Unit, cambio, elettronica e sospensioni saranno fornite dalla Ferrari, mentre per il telaio ed il corpo vettura, Haas sta sviluppando un pacchetto in autonomia con Dallara, partendo dalla base del manichino di quella SF15-T con la quale Vettel e Raikkonen disputano la stagione in corso.

 

(…) Questa profonda sinergia, vede inoltre un nutrito gruppo di tecnici in ballo tra le due realtà – si parla di 70 unità che a fine ottobre concluderanno la loro esperienza in Haas per essere riassorbiti in Ferrari – che opereranno nella rinnovata galleria del vento di Maranello, senza dover rispettare alcun vincolo di costi, ore di lavoro e teraflop di elaborazione in CFD, non essendo il neonato team ancora ufficialmente iscritto al campionato di F1, pertanto senza vincoli che ne regolamentino lo sviluppo.

Dai team avversari, ormai a cose ampiamente fatte visto che le primissime indiscrezioni risalgono al nostro articolo di Maggio 2015, monta ora un coro di proteste, accusando la Ferrari di un comportamento antisportivo (…)

In effetti, la mossa di Maranello rispetta in toto il regolamento, in quanto ha affittato la galleria del vento ad un privato che non ha, ad oggi, alcun legame con la F1, oltre ad aver concesso a quest’ultimo il manichino della propria monoposto 2015, di cui detiene ogni diritto intellettuale. L’oggetto della protesta è il sospetto, non troppo velato, di travaso di informazioni tra Haas, libera di effettuare test e studi illimitati sull’aerodinamica della SF15-T ed i tecnici di Maranello, anche in considerazione del corposo scambio di tecnici tra il neonato team americano e Via dell’Abetone.

Come previsto, i team minori si sono detti “indignati” da tale iniziativa, temendo un nuovo e pericoloso avversario, mentre, neanche troppo a sorpresa, è arrivato un plauso da parte di Toto Wolff, che tentando di imitare l’operazione coinvolgendo la Manor, ha definito l’accordo: “Il metodo utilizzato da Haas è chiaramente un modo molto intelligente di entrare Formula 1. E’ stato tutto conforme ai regolamenti della FIA, quindi non abbiamo dubbi che sia tutto giusto”

Tornando ai giorni nostri, sono emersi ulteriori dettagli sulla stretta partnership tra le due Scuderie: pare che Haas abbia pensato ad un sistema di raffreddamento differente dalla madrina di Maranello, e che nelle prime simulazioni, quest’ultimo sia più efficiente di quello che dovrebbe essere montato sul “progetto 667” della Ferrari, che potrebbe esser quindi adattato alla soluzione Haas, in modo da aiutare la nuova PU Rossa a tagliare il traguardo dei 5gp di durata, obbiettivo che al momento, l’unità in test al banco non è ancora riuscita a toccare.

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